Il calciatore azzurro: "L'attenzione della Juve fa piacere, ma..."
Le porte sbattute in faccia e i rifiuti possono trasformarsi, a volte, in passaggi decisivi nel percorso di crescita di una persona, indipendentemente dal contesto. Ne è un esempio Michael Kayode, entrato nel settore giovanile della Juventus nel 2014 e scartato quattro anni più tardi. Eppure, proprio quel momento si è rivelato, paradossalmente, uno dei più significativi nella giovane carriera del classe 2004: “Non ho rimpianti per quel periodo, anche se mi hanno scartato - dichiara a Tuttosport il terzino italiano -. Vedevano qualcosa in me, mi sono goduto ogni anno a Vinovo. È stata una batosta essere mandato via, ma mi sono rialzato sempre. Lì ho imparato tantissimo fino ai 14 anni”.
All’età di sedici anni, poi, Kayode decide di rilanciare le proprie ambizioni in Serie D diventando anche il primo 2004 a segnare nella massima serie dilettantistica in occasione del match del suo Gozzano contro la Castellanzese. La Fiorentina lo osserva e, nel 2021, lo inserisce nella formazione Primavera, guidata da Alberto Aquilani.
Col tempo diventa una delle pedine più importanti nella giovane formazione viola prima di essere aggregato alla prima squadra da Vincenzo Italiano nella stagione 2023-24, in cui gode di un elevato minutaggio. L’annata seguente Raffaele Palladino gli preferisce Dodô e lui, a gennaio, decide di fare le valigie e partire in direzione Londra, accasandosi al Brentford. In poco tempo, Kayode riesce a ritagliarsi grande spazio nelle rotazioni biancorosse fino a prendersi definitivamente la fascia destra.
L’ottimo approccio al nuovo campionato e le grandi prestazioni valgono l’attenzione di diversi club europei, tra cui la Juventus: “Onestamente non sto pensando al mio ritorno in Italia. Voglio solo fare bene, migliorarmi qui al Brentford e crescere ancora in questo club - prosegue Kayode -. Ovviamente l'attenzione della Juve, ma come di un qualsiasi top club, fa sempre piacere, ma sono concentratissimo sul finale di campionato”.
Le sue dichiarazioni sanno di semplicità e umiltà. Dimostrazione che la mente, almeno per queste ultime settimane di campionato, è proiettata esclusivamente sulle ultime gare da disputare con il suo Brentford, tra le candidate per un posto in zona Europa. Il futuro, per Michael Kayode, rimane momentaneamente in secondo piano.