Il racconto di Pessina: "Galliani mi ha soffiato all'Inter"

Il retroscena raccontato da Matteo Pessina al podcast Jeantoneria: "Galliani fece anche un dono di 30mila euro al Monza, che era fallito".
19.06.2026 17:32 di  Andrea Monforte   vedi letture
Il racconto di Pessina: "Galliani mi ha soffiato all'Inter"
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Una telefonata, un pomeriggio e una firma. Così il Milan riuscì a soffiare Matteo Pessina all’Inter nell’estate del 2015. A raccontarlo è stato lo stesso centrocampista del Monza nel corso di al podcast Jeantoneria, svelando un curioso retroscena risalente agli anni in cui era ancora un ragazzo e arrivava dalla Lega Pro.

L’Inter voleva comprarmi”, ha spiegato Pessina. Era il 2015, l’estate del caso Kondogbia, uno dei derby di mercato più celebri tra le due milanesi. Il centrocampista francese sembrava destinato al Milan, prima dell’inserimento decisivo dell’Inter.

Proprio in quei giorni i nerazzurri avevano messo gli occhi su Pessina, all'epoca appena diciottenne. Una situazione che Adriano Galliani venne a conoscere quasi immediatamente.

Galliani venne a sapere che l’Inter era interessata a me. Il Monza era fallito, quindi non sarei costato niente all’Inter. Chiamò il mio procuratore e gli disse: ‘Fai venire Pessina nel mio studio oggi pomeriggio perché firma col Milan’”.

Pessina continua così il racconto: “Quel pomeriggio ero in giro per Monza con due miei compagni del liceo, chiamai mio papà dicendogli che mi doveva accompagnare, perché non avevo neanche la patente. Sono venuti mia mamma, mio papà e mia sorella. Siamo andati tutti”.

L’incontro con Galliani durò pochissimo. O forse non servì nemmeno. “Firmai subito quel pomeriggio. Galliani non doveva neanche convincermi. Sapeva che non gli si può dire di no, in qualche modo. Quando sono entrato lui pensava che avessi già firmato”.

Un gesto del dirigente rossonero colpì particolarmente il giovane Pessina. Nonostante il fallimento del Monza, il Milan decise infatti di destinare una somma simbolica al club brianzolo. “Diede anche dei soldi come Milan al Monza per il fallimento, per pagare i dipendenti: 30mila euro. Li donò simbolicamente quando avrebbe potuto benissimo non darli”.

La firma arrivò a inizio giugno, ma la notizia rimase segreta per settimane. Pessina trascorse le vacanze senza che nessuno sapesse dell'accordo con il Milan.

All’epoca era ancora uno sconosciuto per il grande pubblico. Arrivava dalla Lega Pro e si ritrovò catapultato nel Milan di Sinisa Mihajlović, insieme a un gruppo di giovani destinati a lasciare il segno. “Donnarumma era il terzo portiere, avevano portato su quattro ragazzi della Primavera più me. Eravamo io, Locatelli, Donnarumma, Calabria e Cutrone. E poi sono arrivati tutti a grandissimi livelli”.

Un pomeriggio qualsiasi, una telefonata improvvisa e una firma. E una carriera che, invece di tingersi di nerazzurro, prese la strada del rossonero.